L'Incontro Al Molo

scritto da Taby-Saby
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Testo: L'Incontro Al Molo
di Taby-Saby

Il Molo dei Sospiri era un nome ironico per un luogo dove quasi nessuno piangeva più; si limitava a trattenere il fiato. Era tardo pomeriggio, e l'aria, satura di salsedine e gasolio, vibrava sotto il peso di una promessa non detta. Le assi di legno, consumate da innumerevoli passi, gemevano a ogni mia mossa, un lamento sommesso che si perdeva nel rumore sordo delle onde che si infrangevano contro i piloni. Ero lì per un appuntamento che non avevo cercato. Un messaggio criptico, arrivato tramite un canale che credevo sicuro, mi aveva convocato: "Alle diciassette, dove l'acqua incontra la pietra. Porta la soluzione." La soluzione. Un termine ambiguo che poteva significare un file crittografato, una risposta a un enigma, o forse, semplicemente, la mia presenza. Mentre osservavo il sole affondare nell'orizzonte, tingendo il mare di un arancione quasi violento, vidi la figura emergere dalla nebbia che risaliva lentamente dall'acqua. Non era la persona che mi aspettavo, né il tipo di persona che di solito frequentava i miei incontri di lavoro clandestini. Era una donna anziana, avvolta in un cappotto di lana pesante, il cui colore era ormai indistinguibile dal grigio del cielo. Portava una piccola valigia di pelle consunta. Si fermò a pochi metri da me, senza salutarmi. I suoi occhi, di un azzurro pallido quasi spettrale, mi fissarono con una familiarità inquietante. "Sei in ritardo," disse, la sua voce era un sussurro rauco, come carta vetrata su legno. "Non mi è stato detto chi aspettare," risposi, tenendo la mano nella tasca del giaccone, vicino al piccolo dispositivo che conteneva i dati che mi avevano richiesto. Lei annuì verso la valigia. "La soluzione è qui dentro. Ma prima, devi dirmi cosa sei disposto a perdere per ottenerla. "La domanda mi colse di sorpresa. Non si trattava di uno scambio monetario o di informazioni; era una valutazione del mio impegno. "Perdere? Ho già perso molto per arrivare a questo punto." "No," replicò lei, scuotendo lentamente la testa. "Perdere è l'atto di rinunciare a ciò che è sicuro per l'incerto. La vera conoscenza ha sempre questo costo. Quello che hai in tasca è solo la chiave. La vera soluzione è la tua capacità di accettare le conseguenze." Aprì la valigia. Dentro non c'erano documenti, né hardware. C'era solo un unico, antico libro rilegato in cuoio scuro, senza titolo sul dorso. L'odore che emanava non era di carta vecchia, ma di ozono e metallo caldo. "Questo libro contiene la formula per stabilizzare il campo di energia che abbiamo monitorato," spiegai, tirando fuori il drive. "È la chiave per fermare la risonanza che sta destabilizzando le reti di comunicazione globali. È la soluzione che cercate. "La donna prese il drive con dita nodose. Lo esaminò per un istante, poi lo lasciò cadere nella valigia, chiudendola con un "clack" secco. "La risonanza non è un problema da risolvere, ragazzo. È un "segnale". E tu hai appena risposto. "In quel momento, il faro in lontananza, un punto bianco solitario, lampeggiò tre volte in rapida successione: . Non era un codice di pericolo, né di navigazione. Era un segnale di conferma. L'incontro non era per uno scambio, ma per un reclutamento. E io, con la mia "soluzione", ero appena diventato parte del problema che credevo di dover risolvere. Il mare, ora completamente nero, sembrava inghiottire ogni rumore, lasciando solo il peso della mia nuova, inattesa, responsabilità.

L'Incontro Al Molo testo di Taby-Saby
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